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COSA SONO I DISTURBI DEL ALIMENTAZIONE?

I disturbi della nutrizione e dell’alimentazione sono caratterizzati da comportamenti distorti in merito all’alimentazione, all’assunzione di cibo e calorie, all’immagine corporea e ad atteggiamenti autocritici sul proprio corpo. Tutto ciò ha come risultato un alterato consumo o assorbimento di cibo che compromette significativamente la salute fisica o il funzionamento psicosociale (DSM-V).
Le persone che soffrono di disturbi alimentari possono ad esempio seguire diete molto rigide, calcolare le calorie in modo ossessivo, abbuffarsi in segreto, vomitare dopo i pasti, svolgere attività fisica estrema e/o assumere lassativi e tisane per bruciare le calorie assunte.
Questi comportamenti sono usati per gestire le emozioni fastidiose e dolorose. Le abbuffate contribuiscono ad alleviare la tristezza e la rabbia, restringere drasticamente l’alimentazione aiuta ad avere l’illusione del controllo. Nella persona con disturbo alimentare, con il tempo, le ossessioni inerenti al cibo dominano ogni aspetto della sua vita, portando la persona a perdere ogni capacità di vedersi in modo obiettivo, a limitare la propria vita sociale, relazionale e lavorativa. I disturbi alimentari sono quindi molto più complessi di abitudini alimentari poco salutari.

Uno studio americano “Minnesota Study” condotto da A.Keys e J. Brosek (1944-1945) ha evidenziato come una restrizione alimentare severa e protratta nel tempo possa portare a una serie di complicanze fisiche e psicologiche. I partecipanti allo studio, seppur psicologicamente sani all’inizio del progetto sperimentale, dopo mesi di severa restrizione alimentare manifestarono una serie di sintomi che sono sovrapponibili a quelli presentati solitamente dalle persone con anoressia nervosa. I partecipanti infatti mostravano un significativo deterioramento emotivo caratterizzato da aumento dell’irritabilità, depressione e ansia; peggioramento della concentrazione, delle capacità di giudizio e una serie di modificazioni fisiche quali diminuzione del sonno, disordini gastrointestinali, edema, perdita di capelli, diminuzione della tolleranza al freddo, etc..
Una modificazione della condotta alimentare non determina solo alterazioni a livello fisico/corporeo ma produce significative alterazioni anche a livello psicologico, emotivo e cognitivo.

Questi disturbi si sviluppano spesso durante l’adolescenza/prima età adulta (16-20 anni), e colpiscono circa lo 0,5 – 3% della popolazione. Il sesso femminile è quello maggiormente colpito, si stima che la frequenza nei maschi sia dalle 10 alle 20 volte inferiore anche se negli ultimi anni i disturbi alimentari si stanno diffondendo maggiormente anche nella popolazione maschile.
La letteratura mostra come l’aver avuto comportamenti di disturbo alimentare in adolescenza aumenti il rischio che questi continuino per almeno 10 anni (Neumark-Sztainer,2011).

I disturbi alimentari più diffusi sono:

ANORESSIA NERVOSA è caratterizzata da comportamenti di estrema restrizione alimentare causati dall’intensa paura di diventare grasse che determinano una significativa perdita di peso. Queste persone sono solite controllare in modo ossessivo le calorie dei cibi che assumono e tentare di controllare il peso con l’esercizio fisico o l’attuazione di condotte compensatorie come ad esempio il vomito o l’assunzione di lassativi.

BULIMIA NERVOSA è caratterizzata da un ciclo autodistruttivo di abbuffate in cui la persona mangia quantità di cibo significativamente maggiori a quelle che la maggior parte delle persone assumerebbe in circostanze simili. Al termine queste persone mettono in atto condotte di compensazione, come indursi il vomito o assumere lassativi; per evitare di assumere peso con le calorie appena assunte.

DISTURBO DA ALIMENTAZIONE INCONTROLLATA (BINGE-EATING) è caratterizzata da enormi abbuffate di cibo in un lasso di tempo molto breve. Queste persone non riescono a controllare il loro comportamento anche quando sono sazi o hanno la sensazione di scoppiare e nonostante il forte senso di colpa e vergogna che provano dopo queste abbuffate segrete.

 

 

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COME SI PASSA DALLA DIETA ALL’ANORESSIA NERVOSA?

Molto spesso alla base di un disturbo alimentare c’è una dieta fatta con lo scopo di perdere peso o limitare alcune problematiche digestive e/o di gonfiore addominale.

Si comincia una dieta ipocalorica, molto spesso una dieta “fai-da-te” e non bilanciata; a cui l’organismo reagisce accedendo alle energie e risorse supplementari allo scopo di sopperire alle richieste ambientali e permettere il sostentamento della persona (è una reazione dettata dai meccanismi di sopravvivenza). In questa fase, detta “luna di miele” la persona perde peso e solitamente si sente bene, in “forze” e di buon umore, talvolta addirittura euforica, anche grazie ai rinforzi sociali provenienti dall’esterno (amici, fidanzato, parenti, etc.).

Con il passare del tempo la persona inizia a sviluppare una vera e propria ossessione per il cibo, controlla le calorie e sviluppare veri e propri evitamenti (saltare i pasti anche per giorni) o di controllo (ridurre le porzione ed evitare alcuni elementi come carboidrati, condimenti, dolci, etc). A questo punto la paura di ingrassare prende il sopravvento, le persone iniziano a sperimentare frequentemente  emozioni negative e, chi gli sta accanto, inizia a notare cambiamenti caratteriali. Le persone in dieta ipocalorica protratta diventano irritabili, nervose, “poco solari” e solitamente riscontrano difficoltà in ambito scolastico (“Non riesco a concentrarmi o a studiare”) o lavorativo. compaiono le problematiche annesse alla drastica perdita di peso come amenorrea, problemi gastrointestinali e cardiaci, affaticabilità, perdita del tono muscolare, perdita dei capelli, etc.

E infine, se la situazione non viene trattata con una adeguato intervento medico e psicologico, si entra nell’ultima fase che può portare anche alla morte per inedia o a complicazioni permanenti e debilitanti.

Quando volete fare una dieta rivolgetevi ad un professionista così da perdere peso senza deprivare l’organismo dell’apporto energetico necessario. Le diete “fai-da-te” anche quando non inducono a disturbi alimentari possono essere molto dannose per l’organismo e portare a risultati non duraturi.

COME INTERVENIRE

La strada verso la guarigione quando si parla di disturbi alimentari può essere complessa perché se da un lato queste persone sono consapevoli di avere una difficoltà e di volerne uscire, dall’altra la convinzione che perdere peso sia l’unico modo per essere felici, integrarsi nella società e avere fiducia in sé stessi, è un’abitudine difficile da modificare.
I comportamenti disfunzionali legati al cibo sono delle abitudini (proprio come lavarsi i denti ogni mattina!) che le persone hanno appreso e che pertanto possono essere cambiate con l’aiuto adeguato e una buona dose di motivazione personale.
Quando si interviene su un disturbo alimentare è importante aiutare la persona ad acquisire abitudini alimentari più equilibrate e funzionali e contemporaneamente lavorare sugli aspetti psicologici ed emotivi che ne costituiscono le fondamenta. In questi casi è infatti importante sviluppare l’autostima, l’accettazione di sé e delle proprie emozioni, soprattutto quelle negative, dando strategie più efficaci per gestirle; e sviluppare abilità di gestione dello stress.
L’intervento in questi casi è multidisciplinare e coinvolge spesso anche familiari e amici.
La Terapia Cognitiva Comportamentale ha come obiettivo la modifica dei comportamenti alimentari malsani e dei pensieri negativi che li alimentano. Tra le strategie usate vi sono l’eduzazione alimentare, la gestione del peso, social-skills training, training sull’autostima e sull’assertività; e tecniche di rilassamente. Il fine ultimo di queste strategie è di rendere le persone consapevoli del modo in cui il cibo viene usato per gestire le emozioni.
Chiedere aiuto quando si ha un disturbo alimentare è fondamentale perché, anoressia e bulimia, possono mettere in serio pericolo la salute di una persona.

ALCUNE COSE IMPORTANTI DA RICORDARE…

  1. Non solo chi è sotto peso può soffrire di un disturbo dell’alimentazione
  2. I disturbi dell’alimentazione possono dare origine a conseguenze fisiche irreversibili come problemi cardiaci, infertilità, malattie renali e dell’apparato gastrointestinale;
  3. I disturbi dell’alimentazioni non sono solo fisici ma portano con sé alcune problematiche emotive quali bassa stima di sé, problematiche sociali/relazionali, stile passivo di comportamento, difficoltà in ambito familiare/scolastico/lavorativo; perfezionismo e senso di inefficacia personale;
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