DISTURBO D’ANSIA GENERALIZZATA

COS’E’ IL DISTURBO D’ANSIA GENERALIZZATO (DAG)

Il Disturbo d’Ansia Generalizzato (DAG)  è caratterizzato da uno stato continuo e persistente di preoccupazione che risulta eccessivo per intensità, durata e frequenza rispetto alle reali circostanze. La persona è preoccupata per la salute, il lavoro, la famiglia, il denaro, etc. L’ansia non è quindi circoscritta a determinate situazioni, come nella fobia, ma viene estesa a numerosi eventi e situazioni, per questo motivo viene anche soprannominata “ansia spray”. Queste persone possono interpretare il ritardo di un amico ad un appuntamento come il segno di un incrinatura nel loro rapporto, il sollecito di pagamento di una bolletta come il preludio di disastrose conseguenze economiche e legali o ancora una distrazione nel partner nel rispondere a una telefonata come un segno di infedeltà o disinteresse.
Ciò che rende la preoccupazione patologica nel DAG non è né il contenuto né il grado con il quale la preoccupazione è riconosciuta come irragionevole, ma piuttosto la percezione che la preoccupazione è eccessiva e incontrollabile (Barlow & Wincze, 1998). La persona infatti non riesce ad allontanare i pensieri negativi (rimuginazioni) che continuano ad assillare la mente che interferiscono negativamente sul benessere personale, sulla possibilità di essere operativi e sulla capacità di rilassarsi.
La preoccupazione viene spesso vissuta come una protezione da possibili disgrazie: la preoccupazione infatti non solo permette di prepararsi al peggio (“Se mi preoccupo per il peggio, sarò più preparato ad affrontarlo!”, “se smettessi di preoccuparmi e succedesse qualcosa di brutto, mi sentirei responsabile”) ma, poiché il peggio raramente si verifica, essa diventa un “amuleto protettivo” (“Hai visto che ho fatto bene a preoccuparmi, così non è successo nulla!”). Spesso inoltre le persone che soffrono di DAG
sperimentano la preoccupazione della preoccupazione, sono cioè preoccupate di avere delle preoccupazioni: “Non riuscirò a controllare questa preoccupazione”, “Non smetterò mai di preoccuparmi”, “Starò male o impazzirò se continuerò a preoccuparmi così”.
Le preoccupazioni delle persone con DAG raramente vengono messe alla prova e confermate per cui la persona continua a preoccuparsi. La persona per cercare di ridurre l’ansia tenderà a mettere in atto una serie di comportamenti che, nel breve termine, effettivamente aiutano ad attenuare l’ansia, ma, nel lungo tempo, possono contribuire a mantenere e rafforzare le proprie paure. La persona con DAG può ad esempio telefonare spesso alla moglie per essere sicuro che non le sia successo nulla, andare dal medico dopo aver notato sensazioni fisiche diverse dal solito o rimandare un compito per paura che il risultato sia insoddisfacente o deludente.

Alla base di questo disturbo, così come in tutti i disturbi d’ansia, vi sono le convinzioni personali di inadeguatezza, scarso padroneggiamento della minaccia, la bassa autostima, l’intolleranza per l’incertezza (Clark & Beck,2010). Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità soffre di disturbo d’ansia generalizzato il 5% della popolazione mondiale, soprattutto donne; ma solo un terzo si rivolge ad uno specialista della salute mentale.

 

COSA DISTINGUE UNA NORMALE PREOCCUPAZIONE DA QUELLA DEL DAG

Avere delle preoccupazione rispetto ad uno o più ambiti della vita è normale, soprattutto in periodi in cui i livelli di stress sono maggiori. Le normali preoccupazioni sono specifiche (ad esempio rispetto al lavoro quando si è in procinto della scadenza del contratto), temporanee (limitate nel tempo) e realistiche. Esse possono interferire con il normale benessere quotidiano ma chi le sperimenta solitamente ha il potere di controllarle limitando il loro livello di interferenza sulla quotidianità. Nel DAG le preoccupazioni sono generalizzate a diversi ambiti contemporaneamente, e irrealistiche, ovvero la persona tende sempre ad aspettarsi il peggio anche in assenza di fattori precipitanti. Inoltre sono accompagnate da ansia intensa e da un susseguirsi di sintomi fisici e psicologici che compromettono negativamente il normale funzionamento. Anche la durata temporale è differente: la persona con DAG sperimenta preoccupazioni incontrollabili ogni giorno per almeno sei mesi (DSM-V, Manuale Diagnostico e Statistico per i Disturbi Mentali 2017).

QUALI SONO I SINTOMI DEL DAG

La sintomatologia del Disturbo d’Ansia Generalizzata è fluttuante nell’arco della giornata e nel corso della storia clinica della persona.
Tra i sintomi principali:
SINTOMI FISICI: Tensione muscolare, dolori articolari, difficoltà ad addormentarsi o a dormire, problemi di stomaco, nausea, diarrea, irrequietezza e nervosismo, incapacità di rilassarsi, stanchezza, emicranie e sudorazione eccessiva.
SINTOMI PSICOLOGICI: Incapacità di controllare i pensieri ansiogeni, difficoltà di concentrazione e sensazione di avere la mente ‘vuota’, difficoltà a prendere decisioni o indecisione, difficoltà a gestire situazioni incerte, perfezionismo, irritabilità e paura di perdere il controllo.

COME SI TRATTANO I DAG

La terapia cognitivo comportamentale (TCC) è considerata il trattamento d’eccellenza per i  disturbi d’ansia. Molti studi mostrano come la TCC, in molti pazienti, sia efficace quanto i farmaci  e cosa fondamentale, è priva di effetti collaterali. L’obiettivo della terapia è quello di aiutare il paziente a mettere alla prova le proprie convinzioni negative rispetto al mondo aiutandolo a tenere a bada la propria tendenza alla catastrofizzazione e a sviluppare delle strategie per contrastare il ventaglio di sintomi ad esse associato. Nello specifico vengono fornite al pazinete:

STRATEGIE PER IL CONTROLLO DEI SINTOMI FISICI attraverso le tecniche di rilassamento muscolare e la respirazione diaframmatica

STRATEGIE PER IL CONTROLLO DEI SINTOMI PSICOLOGICI attraverso la ristrutturazione cognitiva che permette di gestire i pensieri e le credenze disfunzionali imparando a  valutare situazioni ed eventi in una prospettiva più realistica favorendo una diminuzione dell’ansia.

STRATEGIE PER IL CONTROLLO DEI SINTOMI COMPORTAMENTALI attraverso l’esposizione sistematica, in vivo e/o in immaginazione, si insegna al paziente, in modo sistematico e graduale, ad affrontare le situazioni temute e  gli stimoli ansiogeni.

Ogni trattamento viene personalizzato in relazione alle esigenze del paziente, alla gravità e all’invasività della sintomatologia.