STUDIO MA NON APPRENDO: IL METODO DI STUDIO PER STUDENTI CON DSA

I passi fondamentali per la creazione di mappe concettuali efficaci per l’apprendimento

Sentiamo spesso parlare di Disturbi dell’apprendimento (DSA) ma ancora pochi, tra insegnanti e genitori, conoscono le implicazioni che queste difficoltà comportano a livello pratico. Gli adulti di riferimento spesso faticano a comprendere che un differente stile di apprendimento comporta differenti necessità in ambito scolastico. L’utilizzo di strumenti compensativi da solo non è sufficiente a garantire un buon apprendimento, ciò che fa davvero la differenza è il metodo di studio.

Il metodo di studio classico (quello utilizzato dai normolettori) che consiste nel leggere il testo, ricavarne le informazioni importanti, in alcuni casi per creare schemi o riassunti, e ripetere non è una metodologia efficace per gli studenti con DSA. Questo metodo si basa infatti sull’utilizzo del canale visivo-verbale e su uno stile di apprendimento sequenziale, elementi che non risultano preferenziali per lo studente con DSA. Quest’ultimo infatti predilige un metodo basato sul canale visivo non verbale e su uno stile globale di apprendimento, caratterizzato da una visione d’insieme e dall’associazione simultanea tra diversi concetti.  L’utilizzo di tale metodo implica pertanto in questi studenti solo un rallentamento dei tempi di studio, una precarietà dei processi di comprensione ed elaborazione del testo nonché un eccessiva affaticabilità e frustrazione.

Qual è quindi il metodo di studio più adatto a un bambino con DSA?

Ovviamente presupposto fondamentale è cercare di stare quanto più possibile attenti in classe (gran parte dello studio avviene ascoltando la spiegazione dell’insegnante!) ed evitare di accumulare diverse pagine da studiare in poco tempo. Tralasciate queste ovvietà il metodo più efficace per questi bambini consiste nella creazione di mappe concettuali.

La creazione di una mappa è spesso considerato un percorso  lungo e impegnativo ma davvero molto utile se fatto seguendo le giuste direttive.  I passi fondamentali per la costruzione di mappe concettuali efficaci sono i seguenti:

  1. Prestare attenzione agli INDICATORI TESTUALI ovvero al TITOLO, alle IMMAGINI (e le loro didascalie), alle PAROLE IN GRASSETTO e alle DOMANDE (se presenti)

L’analisi iniziale di questi elementi permette al bambino:

  • comprendere l’argomento trattato nel testo,
  • individuare le cose più importanti,
  • attivare le conoscenze pregresse facilitando la successiva memorizzazione attraverso la creazione di associazioni e di una comprensione più approfondita dell’argomento

E’ una fase molto importante perché permette al bambino di farsi delle aspettative su quanto scritto e di fungere da bussola rispetto a quanto di importante contenuto nel testo.

  1. LEGGERE e SOTTOLINEARE IL TESTO.

Per la lettura del testo è consigliabile usare la sintesi vocale oppure la lettura da parte di un adulto. In entrambi i casi è bene procedere paragrafo per paragrafo, avendo cura di soffermarsi su parole difficili o poco utilizzate per comprenderne il significato e di sottolineare le informazioni importanti. Per fare questo lavoro è possibile usare colori diversi che rappresentano una determinata categoria di informazioni connesse ad una specifica parola chiave. Inoltre è possibile attribuire un titoletto ad ogni paragrafo (ad es. “clima”): essi permettono di diversificare meglio gli argomenti connessi ad una stessa parola chiave e di anticipare una parte del lavoro successivo. I titoletti andranno infatti a costituire le relazioni associative della mappa concettuale.

  1. Creare LA MAPPA

La mappa può essere creata alla fine della lettura dell’intero testo oppure paragrafo per paragrafo, in ogni caso è fondamentale aver svolto un approfondita analisi del testo. La creazioni di mappe concettuali è fondamentale per lo studente con DSA perché:

  • i concetti vengono rappresentati in modo grafico attraverso un canale visivo non verbale che risulta preferenziale per questi bambini facilitando la comprensione e la memorizzazione dei contenuti
  • favoriscono le associazioni tra concetti facilitando l’apprendimento;
  • organizzano le informazioni e riducono il testo agli elementi essenziali risultando un ottimo strumento sia in fase di studio sia di ripasso
  • favoriscono una comprensione approfondita dell’argomento attraverso il lavoro di organizzazione del testo e di individuazione di relazioni tra i concetti

La costruzione di una mappa è un procedimento abbastanza complesso, almeno inizialmente. Ogni bambino deve infatti trovare la propria modalità di costruzione della mappa. In linea generale, è fondamentale posizionare centralmente le parole chiave al quale saranno collegate, mediante delle frecce, ai diversi nodi, ovvero le parole o concetti fondamentali inerenti all’argomento. I vari concetti possono essere racchiusi all’interno di figure geometriche che ne sottolineano la  rilevanza rispetto alla parola chiave. Le frecce rappresentano le relazioni associative o parole legame tra i concetti e sono caratterizzate da una breve etichetta (i “titoletti” attribuiti in fase di lettura a ciascun paragrafi). Da ciascuna parola legame possono scaturire più concetti.

Questa è una spiegazione semplificata del processo necessario per la creazione di una mappa concettuale. In generale, elemento fondamentale perché una mappa sia davvero uno strumento efficace è che sia il frutto di un elaborazione personale, ovvero sia costruita dal bambino in relazione alle proprie caratteristiche (il suo modello mentale e di organizzazione delle conoscenze) e punti di forza (preferenza per le immagini anzi ché di parole, disposizione spaziale, etc.). Solo tramite la costruzione diretta il bambino può acquisire, oltre agli apprendimenti scolastici richiesti, anche competenze e strategie metacognitive.

Esistono diversi programmi che permettono di creare ex-novo mappe concettuali facilitando e snellendo il processo di sintesi grafica come ad esempio Supermappe della cooperativa Anastasis, Free Mind o C-Map-Tools per citarne alcune.

  1. RIPETERE QUANTO RAPPRESENTATO

La ripetizione di quanto letto e rappresentato è l’ultima fase di questo, apparentemente infinito, percorso. La ripetizione è un tassello fondamentale perché fortifica gli apprendimenti: le informazioni apprese vengono stabilizzate all’interno della memoria a lungo termine e integrate alle conoscenze pregresse rendendole facilmente accessibili in fase di richiamo.

A cura della Dott.ssa Martina Valdemarca – Psicologa e Neuropsicologa Clinica

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