LA MIA STORIA IN TERAPIA: L’EFFICACIA DELLA NARRAZIONE CON BAMBINI E ADULTI

LA MIA STORIA IN TERAPIA: L’EFFICACIA DELLA NARRAZIONE CON BAMBINI E ADULTI

Il mio lavoro è fatto di storie, storie che racconto e storie che ascolto. Alcune storie sono felici, altre intriganti o ansiogene, altre ancora paurose o tristi. La vita delle persone è essa stessa una storia, fatta di tante piccole storie che emergono in terapia così come nella vita.


Spesso non ce ne rendiamo conto ma passiamo la maggior parte della nostra vita alla ricerca di una storia da ascoltare o da raccontare. Quando torniamo a casa da una dura giornata di lavoro e raccontiamo alla nostra compagna o a nostra moglie la giornata terribile che abbiamo avuto, il litigio con il nostro collega, le conseguenze disastrose di questo inconveniente su un nostro progetto e la gioia dell’essere finalmente a casa; beh stiamo raccontando una storia.
Stiamo raccontando il “c’era una volta” della nostra giornata.
Data la nostra quotidiana sete di racconti, esse dovranno pur svolgere una funzione importante nella nostra vita, oltre alla mera funzione catartico-liberatoria e di passatempo. Questa necessità è ancora più evidente nei bambini che sono grandi divoratori di storie.
Ma come mai siamo continuamente alla ricerca di un narratore o di un orecchio che ci presti attenzione?

Da secoli e secoli le storie sono state gli strumenti privilegiati per comunicare esperienze, conoscenze, valori, tradizioni e gli insegnamenti importanti per la vita di un popolo. Questa è la funzione che svolgono ancora oggi le storie che raccontiamo ogni giorno, con la differenza che, forse, gli attribuiamo minor importanza.
Anche se non ce ne rendiamo conto infatti le storie che ascoltiamo o che narriamo hanno un impatto su di noi. Esse ci aiutano a definire il passato ma anche il nostro futuro. Quando accade qualcosa, ad esempio la disavventura con il nostro collega che ci ha rovinato un progetto cui abbiamo dedicato mesi di lavoro, non solo raccontiamo la storia ad altri ma la raccontiamo anche a noi stessi, nella nostra mente. La storia che raccontiamo a noi stessi però si sofferma sul fallimento, sugli errori commessi, sulla delusione e l’imbarazzo che continuano a rivivere nella nostra mente, modificando il nostro comportamento. In seguito a questa vicenda ad esempio potremmo sentirci meno sicuri sul lavoro, meno disposti a proporci per nuovi progetti o a collaborare con altri colleghi. Allo stesso modo una storia di successo potrà aumentare la fiducia in noi stessi contribuendo al successo futuro e al raggiungimento di obiettivi.
Attraverso le storie noi apprendiamo e l’apprendimento attraverso la narrazione è uno strumento potente, che si tratti di fiabe o di storie reali.
La potenza di questo strumento è evidente nei più piccoli ed è determinata dalla condizione stessa dell’essere bambini: il numero ridotto di esperienze a disposizione. Le storie con le loro metafore sono un utile strumento per fornire ai bambini nuove esperienze e abilità.
Avete mai osservato un bambino ascoltare una storia…Quando ascoltano una storia i bambini spesso intraprendono un viaggio che saltella frettolosamente tra le parole di chi narra e la loro immaginazione, portandoli ad essere sospesi nella realtà, a condividere le emozioni con l’eroe del momento, ad affrontare le proprie paure attraverso lo scudo del protagonista e a trovare una soluzione a situazioni fino ad allora impensabili.
George W. Burns afferma che le storie hanno specifiche caratteristiche che le rendono un potente strumento terapeutico, esse sono interattive, insegnano affascinando e coinvolgendo, aggirano le resistenze, alimentano l’immaginazione e stimolano le abilità di problem-solving, lasciano intravedere possibilità di successo e sollecitano la decisione autonoma (G.W.Burns,2015). Tutte caratteristiche che spesso costituiscono alcuni degli obiettivi terapeutici nel lavoro con i minori.
Le storie, proprio come il gioco, forniscono al terapeuta o ai genitori un valido strumento per entrare in contatto con i nostri piccoli pazienti gettando le basi per la costruzione di una relazione efficace e permettendo loro la comprensione di tematiche e problematiche difficilmente comprensibili o efficacemente affrontabili altrimenti. Attraverso l’uso della metafora le storie permettono ai bambini di modificare convinzioni e comportamenti, di elaborare vissuti o emozioni, di trasmettere valori e di sviluppare abilità socio-affettive utili sia nell’immediato sia in un tempo futuro. Provate a pensare a due genitori in via di separazione, potremmo metterci a tavolino a spiegare a nostro figlio che mamma e papà si stanno separando perché non vanno più d’accordo, non si amano più e che quindi andranno ad abitare in due case diverse, ma che gli vorranno sempre tanto bene; oppure potremmo raccontargli una storia. Potremmo iniziare con il classico c’era una volta…e continuare parlando ad esempio di un piccolo fiorellino che a causa di un forte temporale rotola giù dalla fioriera dove era protetto dalle altre piante della serra…eccetera,eccetera, eccetera. Quale pensate che sia la comunicazione più efficace? Quale delle due spiegazioni permette al bambino di contenere l’ansia, la paura del cambiamento e dell’abbandono? Credo che non ci siano dubbi a proposito.
La narrazione permette a chi ascolta di calarsi completamente nella vicenda creando uno spazio protetto di crescita, contenimento e condivisione emotiva, toccando quei “tasti rotti” che sono il motivo per cui i genitori o le persone si rivolgono a noi; ma allo stesso tempo crea quella giusta distanza che permette all’ascoltatore di allontanarsi dal problema per aiutare il protagonista a trovare una soluzione, indipendentemente che si tratti di sconfiggere il drago cattivo, di trovare la strada di casa o di risolvere un problema con il collega pasticcione. Inoltre esse permettono di rivelare ciò che spesso è difficile comunicare apertamente, soprattutto quando si è bambini. Ecco perché sono un utile strumento terapeutico. Attenzione però, come tutti gli strumenti, non necessariamente tutte le storie sono adatte ad ogni paziente, le storie devono essere adattate e narrate considerando il bisogno di chi ci ascolta.
Insomma, la narrazione è uno strumento pratico, efficace e piacevole che ci permette di entrare in contatto con esperienze, emozioni, abilità e difficoltà mascherandole sotto il velo della metafora e, a volte, del c’era una volta.
A cura della Dott.ssa Martina Valdemarca

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