MUTISMO SELETTIVO

COS’E IL MUTISMO SELETTIVO?

Il mutismo selettivo è un disturbo spesso poco conosciuto caratterizzato dall’incapacità del bambino di parlare in contesti sociali, nonostante le abilità di produzione e comprensione del linguaggio siano nella norma. Non è pertanto un fenomeno dovuto a qualche disfunzione organica o ad un’incapacità correlata allo sviluppo, ma è un atteggiamento di risposta ad un forte stato emotivo legato all’ansia. Questi bambini infatti possono non parlare a scuola o in presenza di persone nuove, avere difficoltà a ordinare un gelato, a rispondere a domande o a ricambiare saluti a persone poco familiari. Non riescono a parlare fuori casa o in presenza di estranei  e ciò avviene in particolare in luoghi pubblici o nei contesti sociali, al contrario negli ambienti familiari e con le persone con cui si sentono a loro agio, si esprimono normalmente (e a volte sono dei grandi chiacchieroni). Il bambino che manifesta questo tipo di difficoltà non sta mettendo in atto un comportamento intenzionalmente oppositivo nè  cerca di attirare l’attenzione di chi lo circonda, al contrario, si sente sopraffatto da uno stato ansioso difficile da gestire a tal punto che “le parole proprio non vogliono uscire!”.

Solitamente questi bambini appaiono come estremamente timidi e spaventati dall’eventualità di imbattersi in interazioni sociali nelle quali prevedono l’urgenza di dover parlare e comunicare, presentano un comportamento non verbale spesso rigido e impacciato e, spesso, mancano di contatto oculare. Danno l’impressione di ignorare l’altro anche se in realtà temono il confronto poiché hanno il sentore che l’aspettativa riversata nei loro confronti sia troppo elevata rispetto alle risorse che sentono di possedere per farvi fronte. Questi comportamenti possono avere dei risvolti negativi in ambito relazionale e scolastico: questi bambini hanno spesso difficoltà a fare amicizia, ad inserirsi nel gruppo classe, a parlare durante le interrogazioni e rinunciano a situazioni o esperienze piacevoli come feste o sport di squadra. Tutti elementi che hanno un’importante influenza sull’autostima e sulla percezione che il bambino ha di sé.

Il disturbo interessa maggiormente le femmine rispetto ai maschi. La comparsa del mutismo avviene intorno ai 4 anni, ossia quando i bambini iniziano ad avere i primi contatti con il mondo esterno alla famiglia (la scuola materna). Circa il 90% di questi bambini, presenta in associazione al mutismo selettivo un quadro di fobia sociale.

COME SI TRATTA IL MUTISMO SELETTIVO?

La terapia cognitiva comportamentale mira alla riduzione dell’ansia connessa alle situazioni sociali attraverso l’intervento multidisciplinare sul bambino e sui genitori. Oltre alle  tecniche cognitive-comportamentali utilizzate nel trattamento della sintomatologia per i disturbi d’ansia (disturbi d’ansia)  si utilizza la terapia del gioco e i rinforzi positivi (figurine, gettoni, etc) per sostenere e rinforzare (ovvero favorire l’emissione di comportamenti desiderati) la verbalizzazione o i tentativi di verbalizzazione del bambino.

Perché il trattamento abbia successo è fondamentale la partecipazione attiva dei genitori, in quanto figure di riferimento e di apprendimento, che saranno dei co-terapeuti. Essi infatti verranno allenati dal terapeuta ad utilizzare  tecniche e strumenti appresi in terapia anche in ambiente domestico e negli ambienti sociali a loro accessibili. Questo favorirà lo sviluppo di abilità di fronteggiamento  della situazione ansiogena con conseguente e abbassamento dei livelli di ansia da parte nel bambino..